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In un ambiente carico di stoira sorge il ristorante "La villa", un edificio costruito nel 1895 accanto al luogo in cui nel 2008 emergeranno resti di edifici datati dieci secoli prima di Cristo, monete romane e conci con anfore provenienti dall'area gallico-germanica e africana. Ancora due passi e si é in Piazza Castello, dal nome popolare dato al quattrocentesco palazzo fortificato che chiude quell'area verso nord, giá residenza dei Balbiani di Varenna, feudatari per i Visconti prima e gli Sforza poi, duchi di Milano

"La Villa" é ai piedi della Rocca di San Giorgio, dal '400 detta anche Paradiso, su cui si alzava una torre, mentre il castello vero e proprio era sulla vetta del colle alle spalle, anticamente detto di Santa Maria. A dividere le due rocche é la Caurga, cava romana di pietra oliare come dice la scritta di un probabile proprietario ("Salvius"), da cui si cavava la materia prima per confezionare i "laveggi", pentole in pietra adatta per la cottura dei cibi a fuoco lento, di cui giá parlava Plinio il vecchio nella "Naturalis historia". Giá nominato nel X secolo, il castello, piú volte ricostruito, fu diroccato nel 1639 quando la Spagna e la Francia, alleata quest'ultima con i Grigioni qui da un secolo dominanti, concordarono il suo smantellamento. Oggi é un parco archeologico-botanico pubblico.

Il ristorante "La Villa" é vicino al complesso della collegiata di San Loranzo, la plebana da cui dipendevano le chiese della Val Bregaglia oggi italiana, sulla strada per l'Engadina, quelle della val San Giacomo (che oggi si preferisce chiamare valle Spluga dal nome del passo che porta nell'Hinterrhein elvetico) e, nel piano, quelle di Prata e di Mese.

La Chiesa romanica di San Lorenzo conserva gli originari muri perimetrali, mentre assunse l'aspetto attuale interno dopo la ristrutturazione del 1719. Una ventina di anni prima il cimitero antistante (che sará soppresso nel 1827) fu chiuso da un porticato costituito dalle cappelle funebri nobiliari. Contemporaneamente fu distrutto il battistero ottagonale e ricostruito pi&aucute; a ovest, trasportandovi il fonte monolitico del 1156 con sculture.